Scritto da Roberto Perin.

Questo fine settimana ZonaVolley scavalca (di poco) il confine nazionale e fa tappa a Nova Gorica, per seguire la gara si Serie A slovena tra le locali e la formazione dell’Ankaran. Tra le fila della squadra di casa, la Gen-i Volley Nova Gorica, da questa stagione milita una veneta DOC, classe 1997 palleggiatrice mancina da 176cm e dal talento puro quanto cristallino protagonista in Italia con maglie diverse ed in diverse categorie, oltre che beacher d’estate con buoni risultati anche sulla sabbia del Campionato Assoluto. Parliamo di Sonia Galazzo da Mogliano Veneto (TV) con cui, a fine gara, abbiamo scambiato delle battute sulla sua esperienza in terra estera cominciata il 13 agosto scorso.

Allora Sonia, ben trovata e ritrovata. Come sta andando qui in Slovenia e come ti trovi?

«Bene! Mi trovo bene, è una bella esperienza, non sapevo a cosa andassi incontro per tutta una serie di motivi, ma per ora ne sono soddisfatta. La squadra gira, siamo tutti contenti (almeno credo) me compresa, poi finché si vince va sempre bene ed aiuta a mantenere il clima in palestra sereno e positivo. Vero, il livello non è come quello italiano, ma si gioca ogni tre giorni ed è “tosta”, ma mi piace e affronto positivamente questa situazione.»

Hai accennato al livello facendo un paragone con quello italiano. Spiegaci meglio…

«Gioco nella Serie A slovena, quindi il massimo campionato che potrebbe essere la nostra Serie A1 italiana, ma il livello di gioco non è lo stesso, e qui non scopriamo l’acqua calda. Dovendo fare un paragone direi una A2 di medio-basso livello o un B1 di alto livello, dove ho anche giocato negli ultimi anni. Questo perché in Italia si adotta un gioco più tecnico/tattico mentre qui si punta forte sulla battuta e sul tirare forte più che sulla tecnica pura. Poi, come dicevo, giocare ogni tre o quattro giorni non è facile e non sempre riesci a recuperare per la gara successiva, a livello di energia fisica e mentale, complici anche gli acciacchi vari (ride) che sono all’ordine del giorno. Però io mi sto divertendo molto, ci metto tutta me stessa a livello di grinta e di esperienza, cerco di trascinare le mie compagne e tenerle sempre sul pezzo, essendo anche la più vecchia della squadra, penso che sia una cosa scontata e che mi riempie ancor più di carica e di adrenalina. Poi mettici anche la Challenge Cup, ed ecco che tempo per riposare ce n’è davvero poco.»

Ecco la Challenge Cup. La tua squadra partecipa anche a questa competizione. Le tue impressioni?

«Bello! Anche se giochiamo tanto e i viaggi sono lunghi e stancanti, è bello scoprire anche altre realtà, vedere posti nuovi, confrontarsi con altre nazioni. Abbiamo appena passato il primo turno vincendo sia andata che ritorno 3-0 contro una squadra slovacca, ed ora ci aspetta una formazione rumena. Faremo il possibile per continuare a fare bene e andare il più avanti possibile.

Ma torniamo un attimo sulla scelta della slovenia. Ambizione, opportunità o per che cosa?

«Diciamo che volevo coniugare un po’ tutto, dalla famiglia, alla carriera, al cuore. Purtroppo poi strada facendo le cose non sono andate come da programma, ma dal punto di vista pallavolistico e dell’esperienza in generale, sono ugualmente contenta di essere venuta a giocare qui. Certo, per me che amo il caldo e il sole, non è la destinazione ideale, però il clima mite e il sole, cerco di averli dentro di me. Come ho detto, gioco serena e tranquilla, seguo quello che mi dice l’allenatore, con il quale abbiamo un bel rapporto ed una stima reciproca (che non è una cosa scontata) e di certo facilita la funzionalità del gioco. Poi pretendo sempre tanto da me stessa e dal gruppo. Ho un bel rapporto con le compagne di squadra, quindi per ora sono soddisfatta. Ma la strada è ancora lunga. Dove vogliamo arrivare? Siamo seconde nel nostro girone ed abbiamo perso solamente due gare. L’ultima contro la seconda in classifica che ci ha scavalcato e scambiato di posizione. Non mi piacciono le scuse, ma a nostra difesa va detto che arrivavamo dalla trasferta slovacca e non siamo riuscite a recuperare come volevamo. Siamo lì e ce la giocheremo con tutte, anche perché si sa che nella pallavolo ogni sfida è a se e tutto può succedere. Ci sono troppi fattori che contano. Poi quello che verrà prenderemo, sia in Slovenia che in Europa. Non ultimo c’è anche da considerare l’aspetto economico. Per chi come me fa di questa passione un lavoro, il fatto di avere la sicurezza che ti vanga corrisposto il dovuto, è un fattore da tenere in considerazione. In Italia ad esempio ho ancora alcune pendenze nelle precedenti esperienze per mancate retribuzioni, cosa che qui non messa assolutamente in discussione. E questo conta, c’è poco da fare.»

Sei a due passi dall’Italia, ma cosa ti manca di più?

«Soprattutto il cibo! Amici sloveni, scusate, ma il cibo italiano è un’altra cosa! E il caldo. Ho giocato spesso in squadre del sud Italia, anche nelle ultime due stagioni, e devo dire che la mancanza si fa sentire ogni giorno e il calore che si respira non è paragonabile. Ovviamente anche qui ci sono posti e persone stupende, ma il mio cuore rimane al sud per tutta una serie di motivazioni. Poi è vero: gioco qui a Nova Gorica che a parte Vicenza e nelle giovanili di Jesolo è il posto più vicino a casa in cui ho militato ma il sud rimane nel cuore, sempre. Anche se devo dire che sono una persona che si affeziona sempre a tutte le realtà, per un motivo o per un altro.»

Sfataci un mito. Gli sloveni parlano italiano?

No, assolutamente. Le mie compagne di squadra non lo parlano, a parte Fralla (Dalla Rosa, ndr) che è italiana come me. Con tutte le altre, per comunicare usiamo l’inglese che conoscevo poco e che non avevo mai avuto modo di parlare in questi 28 anni. Questo aspetto rappresenta un’altra “difficoltà” nell’esperienza attuale, ma da aggiungere alla mia carriera sportiva come cosa molto positiva. Solo il nostro coach Vasja Samec e la moglie Tina Lipicer parlano italiano, perché lei ha giocato per molti anni nella serie A italiana, e a detta di tutti era una giocatrice con la G maiuscola, ed ora è la figura di riferimento principale della società.»

Per concludere, come vedi questa esperienza in prospettiva futura?

«Vivo questa opportunità consapevole che potrei e che vorrei fare sempre di più, con la testa concentrata sul presente, ma faró in modo e spero che possa essere anche un trampolino di lancio per il mio futuro. Non nascondo la mia ambizione, la mia voglia di fare meglio per ottenere il meglio. Ma per ora sono qui e voglio affrontare passo passo questa esperienza. Mi auguro di poter continuare a giocare al livello che sto esprimendo e di poterlo dimostrare anche in Italia nel prossimo futuro, magari in una categoria ancora più elevata. Arrivasse una chiamata dall’Italia di un certo livello, probabilmente sarebbe difficile dire di no.»

 

Ringraziamo Sonia per la disponibilità, oltre alla società NG Gen-i Volley che ci ha consentito di assistere alla gara e poter scambiare qualche battuta con la stessa Galazzo. Auguriamo a Lei ed alle compagne il meglio per il proseguo della stagione sia in campionato che in Europa e speriamo di poterla ritrovare, magari in Italia, con addosso una maglia di prestigio.