Scritto da Roberto Tobaldo e Gianluca Trovò.
Da poche settimane due volti nuovi arricchiscono il panorama pallavolistico della serie B veneta, due prospetti polacchi, entrambi alla prima stagione in Italia, una coppia nella vita che è arrivata ad irrobustire (questo è quello che si augurano le loro società) i roster delle realtà sportive di Monselice e Noventa Vicentina.
Si tratta dell’opposto Dawid Gadula e della schiacciatrice Aleksandra Gromadowska, il primo in forza alla padovana Monselice Volley di serie B maschile, la seconda tra le fila della vicentina Ipag Noventa, impegnata nel campionato di serie B2 femminile.
Dawid, nato a Krakow (Cracovia) nel 1994, 196 cm di potenza che vanno ad impreziosire il fronte d’attacco del team monselicense di coach Guglielmo Cicorella;
Aleksandra, nata a Wroclaw (Breslavia) nel 1996, una schiacciatrice di 188 cm al servizio del team noventano guidato da coach Simone Pollini.
I primi risultati? I due non hanno impiegato molto tempo per prendere le misure dei campi italiani, Dawid 22 palloni a terra nell’esordio contro Massanzago, seguiti dagli 11 contro Gorizia, due gare e 6 punti per la squadra di Monselice, Aleksandra tre gare disputate nelle quali il suo tabellino recita 14, 20 e 22 realizzazioni per un’Ipag anch’essa a punteggio pieno.
Come ti stai trovando in Italia? Ci sono progressi per quanto riguarda la lingua?
D: Il periodo di preparazione è andato molto bene. Nel corso della prima settimana purtroppo sono caduto male e ho avuto un infortunio, ma mi sono ripreso abbastanza in fretta e da quel momento è andata sempre meglio.
A: Siamo qui da poco tempo e credo sia ancora presto per trarre conclusioni. Ci stiamo abituando alla cultura, al ritmo di vita e al nuovo ambiente. In campo abbiamo iniziato bene la stagione, con delle belle vittorie. Con la lingua italiana sto facendo piccoli passi avanti: capisco sempre di più, soprattutto durante gli allenamenti, anche se non mi sento ancora pronta a parlare fluentemente. Per fortuna la squadra parla bene inglese, quindi la comunicazione non è un problema.
Ti aspettavi un livello di competizione così alto?
D: Finora abbiamo giocato solo poche partite. I compagni di squadra e l’allenatore mi avevano preparato a una sfida difficile, ma sinceramente ho avuto la sensazione che in tutte le gare avessimo la situazione sotto controllo.
Non sono sorpreso dal livello tecnico della pallavolo in sé quanto dal fatto che così tante squadre in Italia giochino ad alto livello.
A differenza della Polonia, dove ci sono solo due leghe professionistiche, qui vedo molto professionismo anche in Serie B.
Sapevo che l’Italia è una terra di pallavolo, ma non pensavo così tanto. È stata una grande sorpresa per me e ne sono ancora impressionato.
A: Sono arrivata senza particolari aspettative, con la voglia di vivere un’esperienza nuova. La squadra mi ha piacevolmente sorpresa: gli allenamenti sono intensi, curati e di ottimo livello. È ancora presto per giudicare il campionato nel suo insieme, ma credo che sarà un’esperienza molto stimolante e formativa.
Com’è una tua giornata tipo?
D: La mia giornata tipo, per ora, è abbastanza ripetitiva. Il mio rituale mattutino appena sveglio è ovviamente il caffè. Lo preferisco con il latte e credo che non rinuncerò mai a questa abitudine, indipendentemente da quanto i miei compagni mi prendano in giro! Poi faccio il mio “kit di riparazione” quotidiano per il corpo: più esercizi di rinforzo. Dopo, se ho fame, faccio colazione. Se no, a seconda che abbia allenamento la sera o meno, scelgo tra fare pesi o una passeggiata, infine un altro caffè, perché non potrebbe essere altrimenti. Fino all’allenamento la giornata passa tra faccende domestiche e lavoro che, dato il mio ambito professionale (fisioterapista), mi permette di ricevere più atleti che vengono da me per infortuni e problemi fisici e cerco di aiutarli a superare le loro difficoltà. Credo che mi stia riuscendo abbastanza bene e questo mi rende felice. A fine giornata c’è l’allenamento, la cena e poi a dormire.
A: La nostra giornata inizia con una colazione tranquilla e spesso prosegue con una piccola gita nei dintorni, ci piace scoprire nuovi borghi, passeggiare e gustare un buon caffè. Nel pomeriggio ci dedichiamo al lavoro e alla vita quotidiana, poi la sera, verso le 20, iniziano gli allenamenti. Finiscono tardi, quindi la cena e il relax arrivano solo a fine serata, ma ci piace questo ritmo.
Hai visitato diversi luoghi del Veneto: quali ti sono piaciuti di più?
D: L’Italia è bellissima, ho già visto molti posti splendidi, al momento il mio paese preferito è Arquà Petrarca. Anche Padova, Venezia o i paesini intorno al Lago di Garda sono fantastici, ma io apprezzo molto la tranquillità.
A: Venezia mi ha incantata, è davvero un luogo unico al mondo. Mi sono piaciute moltissimo anche Arquà Petrarca e Montagnana, cittadine tranquille e affascinanti, ricche di storia e bellezza. L’Italia è sorprendente per la varietà e il fascino dei suoi piccoli centri.
Cosa ami di più della cucina italiana?
D: Adesso dirò qualcosa che forse non piacerà agli italiani: ho la sensazione che nella vita precedente io fossi asiatico, perché sono quei sapori e quelle atmosfere che sento più affini a me. Detto questo, mi piace molto la pizza italiana (soprattutto quella con crudo e burrata) mentre, per ora, non mi sono ancora convertito alla pasta!